Pubblicato da: Blog dei volontari WHY Onlus | aprile 30, 2008

TURISTA O VOLONTARIO?

Il viaggio che tra poco ci portera’ a Jambiani, un piccolo villaggio di pescatori nell’isola di Zanzibar per un campo lavoro con l’associazione WHY onlus, di fatto e’ gia’ iniziato e queste pagine proveranno a raccontarlo.
Un viaggio nasce infatti prima dentro di noi, nasce come idea, poi poco alla volta si cerca di progettarlo ed infine realizzarlo.
WHY rappresenta quindi il mezzo che consentira’ a tutti noi di stare insieme per un po’, per fare un tratto di strada piu’ o meno lungo, piu’ o meno intenso e profondo. Sara’ comunque una opportunita’ per molti di condividere esperienze, risorse, bisogni, aspettative. Ed e’ bello pensare anche che in questo camminare insieme si riesca a fare qualcosa di buono per qualcuno che vive una situazione di ingiustizia.

Sabato 17 maggio ci incontreremo per il secondo di questi appuntamenti che servono per progettare, pianificare le attivita’, imparare a conoscerci, prendere confidenza con il mezzo, WHY onlus appunto.
Nel prossimo incontro cercheremo di individuare insieme le ragioni che dovrebbero essere alla base di una esperienza di volontariato internazionale consapevole. Per fare questo abbiamo chiesto a Giorgio ed Angelina, una coppia che per alcuni anni ha vissuto una esperienza di volontariato e missione, di condurci aiutandoci a riflettere insieme.

Anche Manuela e Nicolo’, la famiglia che ci ospitera’ e gestisce le attivita’ sociali di WHY onlus a Zanzibar vogliono aiutarci in questo percorso preparatorio, a questo proposito ci hanno scritto questa lettera:

L’annuncio al quale tutti hanno risposto parlava di “esperienza di volontariato all’estero”. Diamo quindi per scontato che di questo si tratti, di volontariato. Zanzibar è bellissima, Jambiani è bellissima. Durante la giornata ci saranno dei momenti liberi in cui ognuno potrà nuotare, rilassarsi, fare quello che gli pare.
L’annuncio però parlava di volontariato. E ci piacerebbe che questo fosse lo spirito con cui le persone verranno qui. Cosa vuol dire dunque essere volontario? Beh, sarebbe bello che a dirlo fossero i volontari, vorremmo che dopo i diversi incontri venisse fuori che cosa è per ognuno essere volontario. Non occorre partire per andare a fare del volontariato, non occorre farlo in un altro continente. Essere volontari è uno stato d’animo, è uno stile di vita che chiede ascolto, disponibilità, attenzione all’altro. Nei giorni in cui i volontari saranno a Zanzibar si cercherà di metterli in contatto il più possibile con la realtà locale. Saranno la loro bravura e la disponibilità a buttarsi e cercare l’incontro con l’altro a fare la differenza.

- SOBRIETA’: c’è chi ha e chi non ha.
Agli occhi di uno zanzibarino una persona bianca è uno che ha, che ha molto – sia vero o no.
Ma poi il modo di essere e di agire indica e mostra la realtà ed il rispetto ma questo non toglie che un volontario ha di più e non è come un locale. Per questo, nel pieno rispetto delle persone, è richiesto un comportamento sobrio.
Se si parla di sobrietà cosa penso? Cosa significa per me, cosa significherà a Zanzibar?

- L’ESPERIENZA CHE VADO A FARE:
L’esperienza che i volontari stanno per vivere è un’ esperienza “estiva” di volontariato. La parola “estiva” non ha nulla a che fare con la parola “vacanza”. Noi ci aspettiamo quindi che le persone che vengono a Zanzibar si sentano e siano fino in fondo “volontari”. Ed il fatto di stare a Zanzibar è una pura “casualità”, in linea teorica potremmo essere a Rovereto centro…

Alcune domande potrebbero indicare la strada..

Come mi pongo: turista o volontario? Qual’è lo spirito per chi va a fare un’esperienza di volontariato? Che cosa mi aspetto? Saranno le mie vacanze. Comodità o sacrificio? Io o loro? Sono disposto ad immergermi nella realtà che andrò a vivere? Voglio investire oppure ho paura?

- LA REALTA’ CHE MI ACCOGLIE:
Si diceva che il fatto di essere a Zanzibar è una casualità ma non si può ignorare il contesto.
Cosa so di Zanzibar? Cosa vorrei sapere? Del luogo in cui vado? Delle tradizioni? Delle usanze? Perchè vado? Sono consapevole che è una realtà musulmana? Come mi pongo di fronte a questo? Dei problemi che ci sono? Analfabetismo, semplicità, povertà? Come penso di comportarmi? Quali sono le mie esigenze? Ciò a cui non posso per nulla rinunciare? Cosa invece posso “lasciare a casa”?

- LA FAMIGLIA CHE MI ACCOGLIE:
Cosa so dell’associazione? Del suo statuto? Dei suoi soci? Cosa so dei progetti in corso? Condivido le modalità di realizzazione?
E poi c’è una famiglia? Cosa so? Li conosco? Cosa vorrei sapere?”

Molti spunti di riflessione. Abbiamo infatti pensato anche altro ma …sara’ una sorpresa.

Appuntamento quindi per sabato 17 maggio ore 15 nella sede di WHY onlus a Trento.

Vi aspettiamo numerosi.

Roberto


Risposte

  1. è fondamentale una rete di interesse verso l’altrui destino. crearla, gestirla credendo in quel che si fa…


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